In tempi di crisi affidatevi al Guru

Per investire in momenti come questo è necessario non dimenticare le lezioni del passato, soprattutto quelle più semplici. Parola di Warren Buffett.

“La ragione più stupida per comprare un titolo è che il suo prezzo stia salendo”. Se la frase vi lascia perplessi, sappiate che è stata pronunciata da Warren Buffett, l’uomo che ha trasformato la Berkshire Hathaway da azienda tessile sull’orlo del fallimento in una holding da 200 miliardi di dollari le cui azioni negli ultimi 12 mesi, in piena crisi dei subprime e con l’America in recessione, hanno guadagnato il 22%, stracciando per l’ennesima volta l’S&P500. La società guidata dal guru di Omaha (come viene soprannominato dagli investitori), secondo gli analisti oggi ha disposizione 40 miliardi di dollari da utilizzare per fare acquisizioni.Buffet ha mandato a memoria la lezione di Fred Schwed che, negli anni 40 nella sua bibbia degli investitori Where are the Customers’ Yachts? scriveva: “Quando il mercato azionario è in fase di boom, prendi tutti i tuoi titoli, vendili e acquista obbligazioni. Senza dubbio le azioni saliranno ancora. Non farci caso: aspetta il crollo che prima o poi arriverà. Quando questo crollo diventerà una catastrofe, vendi i bond e compra equity. Senza dubbio le azioni andranno ancora più a fondo. Anche questa volta non farci caso. Aspetta il prossimo boom. Continua con questa strategia per tutta la vita e avrai il piacere di morire ricco”.

Secondo Schwed, la storia dei mercati finanziari mostra che questa strategia, se fosse stata applicata, avrebbe sempre funzionato splendidamente. Il problema, aggiunge, sono le difficoltà psicologiche: bisogna comprare obbligazioni quando non sono popolari e acquistare azioni quando tutte le detestano. La domanda, a questo punto, è spontanea: se è così facile perché non lo fanno tutti? La risposta la dà Buffet che, in questo weekend, terrà l’assemblea degli azionisti di Berkshire Hathaway (un appuntamento seguito dai gestori di fondi di tutto il mondo per cercare di avere consigli dal Guru): è questione di carattere e di saper imparare dal passato.

Il primo suggerimento di Buffett è quello di isolarsi da tutte le informazioni che bombardano gli investitori. “Non fanno altro che aumentare la paura di perdere quello per cui si è lavorato duramente”, spiega Justin Fuller, strategist di Morningstar (NASDAQ: MORNnotizie) . “Invece che andare a giocare a golf o in vacanza, un investitore che in altre circostanze sarebbe paziente si mette a fare trading. Nella maggior parte dei casi con la strategia sbagliata”. Il rischio è ancora più alto oggi in cui le previsioni arrivano oltre che dai giornali specializzati, anche dalla televisione, dalla radio e da Internet. Una massa di informazioni, spesso contraddittorie, che confondono l’investitore medio. “Meglio spegnere tutto e ripassare più tardi”, dice Buffett.

Il secondo consiglio del Guru è di tornare ai fondamentali dell’economia. Investire significa, di fatto, seguire il principio della domanda e dell’offerta. Leggendo Schwed con questi occhiali si vede che consiglia di acquistare quegli asset per i quali c’è una grande offerta (grazie alla scarsità di domanda) e di vendere quelli per i quali c’è una maggiore richiesta (o una domanda maggiore). “Un investitore, normalmente per capire il rapporto fra domanda e offerta utilizza il multiplo del rapporto fra prezzo e utili”, spiega Fuller. “Ma è importante ricordare che si tratta di un indicatore degli squilibri esistenti sul mercato fra la domanda e l’offerta”.

Il terzo suggerimento di Buffett è quello di tenere a mente che il tempo è sempre dalla parte dell’investitore privato (per inciso, lui ha 77 anni). Anche in questo caso il fondamento è la teoria di Schwed, secondo cui l’investimento è un gioco a risultato zero. La ricchezza viene trasferita di periodo in periodo, spinta dai momenti di equilibrio fra domanda e offerta. In questi movimenti il tempo diventa un fattore cruciale. “E’ vero che i grandi gestori hanno informazioni migliori e maggiori fondi a loro disposizione rispetto ai piccoli investitori e possono sfruttare le inefficienze del mercato” dice Fuller. “Ma i primi devono fare i conti con le attese e le esigenze, anche di breve termine, dei loro clienti. Il privato, invece, non deve giustificarsi che con se stesso. Se ci pensate, è un vantaggio non da poco”.

M. CAPROTTI

By TRENDONLINE

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