Archivio per Aprile 2008|pagina archivio mensile
USA, Pil del trimestre meglio delle attese

I dati diffusi oggi hanno evidenziato come il Pil degli Stati Uniti sia cresciuto dello 0,6%, contro una previsione degli analisti del +0,2%. Questo in un contesto in cui i consumi sono cresciuti solo dell’1%, il tasso più basso dal 2001, e in cui si è arrivati al peggior calo nelle costruzioni di nuove case degli ultimi 26 anni.
Secondo gli analisti l’accumulo di scorte ha tenuto a galla l’economia Usa nel primo trimestre.
Alcuni economisti dicono che i dati sul Pil suggeriscono che l’economia Usa è leggermente più forte di quanto si prevedeva. Altri parlano di futuri peggioramenti quando le aziende ridurranno la produzione nel tentativo di smaltire le scorte.
Intanto il mondo finanziario è in attesa che questa sera la Fed annunci, come probabilmente farà, un nuovo taglio dei tassi al 2% dall’attuale 2,25%.
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S&PMib della settimana
Per quanto concerne l’indice nostrano, l’S&P Mib, registra un rialzo in linea agli altri mercati.
Tra i sostegni da evidenziare il livello statico a 32800 sul breve e quota 31100 per evitare un ritorno sui minimi assoluti. Obiettivi di medio a 34800 e 37000, Rsi in recupero dall’ipervenduto sul frame weekly.
S&P 500
Il tentativo di un recupero tecnico degli indici ha avuto fasi alterne. La costruzione tecnica attuale vede un doppio minimo in area 1270 di S&P 500 (frame weekly) e la creazione di un’area di consolidamento sopra questo livello (1310-1370), utile per obiettivi successivi. Gli indicatori stanno risalendo dall’ipervenduto.
Comuni alle prese con lo spauracchio dei Derivati
Dal Gazzettino del 17/04/2008
I sindaci di Este, Montegrotto e Abano sono tranquilli: le cifre segnalate nelle inchieste sono “datate”, da noi le cose vanno bene
Lo spauracchio dei Derivati, riportato alla ribalta in modo prepotente dalle inchieste televisive di Report, fa venire la pelle d’oca a cittadini ed amministratori pubblici, che si ritrovano a contemplare tabelle sconfortanti sugli swap stipulati anni fa per fronteggiare la mancanza di trasferimenti statali ai Comuni. La partita si è giocata sulla fornitura immediata da parte delle banche di un up front, un bonus incassato dagli Enti al momento della stipula e utilizzato come moneta sonante per le varie necessità di Municipi, Province e Regioni. Il bello viene dopo, con i costi impliciti e i movimenti dei tassi, che portano la controparte pubblica a rimanere stritolata in un meccanismo sempre più esoso. Una tabella pubblicata ieri da Il sole 24 ore, risultato di un inchiesta dell’autorevole quotidiano economico sui dati forniti da Unicredit, ha creato un vero e proprio terremoto: Este, ad esempio, si troverebbe al momento con un mark to market di quasi 600 mila euro, per una perdita di utili dell’8,8 per cento sulla base del nozionale iniziale di 6 milioni e 700 mila euro. Per “mark to market” si intende un metodo di valutazione in base al quale il valore di uno strumento o di un contratto finanziario è aggiustato in funzione dei prezzi correnti di mercato. In pratica, se i Comuni decidessero di chiudere ora il Derivato, si troverebbero con cifre enormi da pagare.
Ma i due swap segnalati dall’inchiesta non esistono avverte il sindaco diEste, Giancarlo Piva – il primo, da 4 milioni, è stato sostituito nel 2002 con un’altra operazione che rende oggi oltre 11 mila euro, mentre il secondo, da 6 milioni, è stato sostituito nel 2003 con un’operazione di ulteriore swap che oggi, sul mark to market avrebbe un valore positivo di oltre 4 mila euro. Complessivamente spiega il sindaco – tutte le operazioni in atto nel portafogli comunale avranno un peso finanziario di 8 mila euro e quindi non ci sono problemi di natura economica o di esposizione finanziaria. Facile comprendere che, se il Municipio è in credito con la banca, costa meno uscire dal derivato e inoltre i mark to market riguardano solo un’eventuale estinzione anticipata. Ritengo chiude Piva – che un Comune come quello di Este avesse certamente le competenze per fare operazioni di questo tipo, ma è chiaro che non tutti gli Enti potevano averle, quindi molti si sono affidati ai promotori. Con i risultati ben noti.
Un po’ meno grave sarebbe la situazione diMontegrotto, dove il mark to market segna un negativo di 71 mila euro per una perdita del 2 per cento. Ma quelli sono dati vecchi attacca il sindaco, Luca Claudio spiace sapere che vengono diffusi dati non esatti. È giusto però porre l’attenzione su questo prodotto, che è stato proposto alle amministrazioni come un’àncora di salvezza in un momento di difficoltà. Secondo Claudio i prodotti in questione sarebbero stati fortemente pompati dalle banche con l’avallo ministeriale. Montegrotto è stato il primo Comune della zona ad aderire, prendendo esempio da grandi città come Milano, Roma, Torino e Bologna. Il prodotto poteva essere buono dice il sindaco – la cosa poteva essere interessante, quindi chi ha aderito l’ha fatto in buona fede e le motivazioni di base erano buone, anche perché c’era un cash immediato da poter utilizzare nei capitoli di spesa corrente. Per quanto ci riguarda l’operazione è ancora produttiva e, per 209 mila euro avuti, ne abbiamo dati poco più di 70 mila, ma se dovessimo chiudere oggi avremmo una perdita consistente.
Nella fascia incolume è invece il Comune diAbano: Noi siamo fra i fortunati, ci stiamo guadagnando sorride Piero Furlan, assessore al bilancio e alle finanze – abbiamo un tasso di riferimento più basso di quello della banca e dovremmo riuscire a chiudere l’operazione in attivo. I Derivati sono stati stipulati nel 2003, ci è andata bene, ma spero che chi li ha stipulati a suo tempo fosse cosciente che si tratta di prodotti molto pericolosi quando si sbaglia.
Ferdinando Garavello
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Petrolio e altre Macro Asset Class
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MSCI WORLD
All’interno di una impostazione di lungo con minimi decrescenti, il Msci World dopo la debolezza dell’ottava precedente, riprende il cammino di positività sul breve. Medio e lungo periodo rimangono negativi.
L’obbligazionario peggiora il suo outlook sul medio e anche sul breve termine l’andamento evidenzia una certa debolezza.
CRUDE OIL
Ancora record per il petrolio che torna sui massimi con un’impostazione tecnica positiva sia sul
medio che sul lungo.
GOLD
Oro e commodities mantengono un outlook positivo sul lungo e laterale nel breve.